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Anteprima preparata da Federico Vitiello per Red Apple International. Non è il sito ufficiale di Tessitura Taborelli.Anteprima preparata da Federico Vitiello per Red Apple International. Non è il sito ufficiale di Tessitura Taborelli.

Come è fatta
IT

Le cinque lingue ci sono: l’anteprima è in italiano.

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Per Red Apple International

Ho rifatto la home di Tessitura Taborelli. Non per rubartelo: per farti vedere come puoi farlo tu.

A parole non convinco nessuno, me compreso: per questo, invece di raccontarti come lavoro, ho rifatto una pagina che conosci bene.

Il sito di Taborelli che porta la vostra firma è della fine del 2018. È fatto con quello che allora era lo standard per un sito su WordPress che il cliente potesse aggiornare da solo: un costruttore visuale, uno slider, un tema su misura, cinque lingue fatte bene. E dentro ci sono idee che reggono ancora: i veli di seta in volo col monogramma, un servizio fotografico vero dei reparti, frasi come «Come una carezza sulla seta» e «Sul filo della storia».

Sono il cuore della home rifatta. Le foto e i fatti vengono tutti dal sito di oggi e dalla brochure del 2019; i pochi testi nuovi (un titolo per Google, qualche etichetta, le frasi del modulo) stanno in un elenco, da far approvare a loro. Quello che è invecchiato non è l’idea, è la tecnica di allora.

Il prima e il dopo, dal telefono

La prima schermata della home di oggi sul telefono, dopo aver chiuso il banner dei cookie
Oggi, dopo aver chiuso il banner dei cookie
La prima schermata della home rifatta sul telefono, col velo giallo e il motto
L’anteprima
La prima schermata, in 4G
0,8 sinvece di 7,2 s
In una rete lenta
2,0 sinvece di 27,5 s
Peso al primo caricamento
512 KBinvece di 4,9 MB
Richieste ad altri siti
0invece di 17
Lighthouse, telefono
98 su 100invece di 52

Misurato il 20/10/2026 alle 22:57, sul sito di oggi e sull’anteprima pubblicata, uno dopo l’altro. I tempi, il peso e le richieste vengono da una sonda che apre la pagina come un telefono senza cache, tre volte, con la rete rallentata davvero. Il punteggio è quello di Lighthouse 12 dal telefono, lo stesso che trovi su PageSpeed Insights e che rifai in un minuto: lì la prima schermata risulta a 2,3 s invece di 25,1 s, perché la rete e il processore lenti li simula a posteriori.

Che cosa ho cambiato, e perché

  1. La seta prima delle parole

    La brochure del 2019 dice «Potete toccarla con mano». Dal telefono, oggi, i tessuti da vicino passano solo quando lo slider dell’apertura gira. Qui arrivano alla seconda schermata, grandi, e la luce ci passa sopra quando li tocchi. È il principio con cui lavoro, feel, don’t tell: la pagina fa sentire la promessa invece di scriverla.

  2. Il vostro velo, vivo

    Il velo giallo col monogramma è rimasto l’apertura: è il segno del sito che avete firmato, e Taborelli ci si riconosce. Adesso è grande, esce dalla cornice e respira piano, invece di girare in uno slider ritagliato.

  3. Un colore che nasce come il loro

    «Creiamo i tessuti a infinite combinazioni di colori catena/trama», scrivono della cravatteria. Ogni superficie colorata della pagina è una trama in due colori, presi dai vostri veli, che vira da uno all’altro sotto la mano come una seta cangiante. È la cosa che la rende loro e di nessun altro.

  4. La pagina al servizio di chi arriva

    Immagino che arrivi soprattutto un buyer o uno stilista, spesso dal telefono, spesso in fiera (i dati delle visite li avete voi). In tre tocchi trova la sua divisione coi numeri, le certificazioni scritte, la sede e il telefono giusto, e può scrivere senza cambiare pagina. E una cosa che sistemi domattina anche sul sito di oggi: il numero del piede è scritto senza lo 0 del prefisso, e al tocco compone un numero sbagliato.

  5. Google e la condivisione

    Titolo e descrizione con le parole con cui li cercano (tessitura serica, Como, jacquard, cravatte, arredamento), i dati strutturati dell’azienda e delle sedi, un solo titolo principale, l’anteprima del link col velo. Anche questa si sistema domattina: oggi, incollato su WhatsApp o LinkedIn, il link è un rettangolo grigio.

  6. La velocità

    Niente costruttore, niente slider, niente richieste ad altri siti: le foto nelle misure che servono a ogni schermo, i caratteri serviti dal sito stesso. Per questo la pagina pesa una frazione di prima e si vede subito anche in fiera.

  7. La storia che si scorre

    «Sul filo della storia» è diventata una fila di tappe appese a un filo, come i campioni sulle rastrelliere delle vostre foto, con le certificazioni come cartellini. Al computer il filo scorre da solo mentre scendi.

Quanto tempo, e con che cosa

Una sera: dal 20/10/2026 alle 21:20 alla pubblicazione, alle 22:56. L’ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che lavora con Linus, il metodo con cui faccio i siti: prima ha smontato e misurato il sito di oggi, poi ha scritto l’analisi e il progetto, poi le prove. Un secondo agente, che fa da regia per me, ha giudicato le prove sugli scatti prima che la pagina si vestisse; un terzo, che non l’ha costruita, la collauda e rilegge ogni fatto sulla fonte. Il mio lavoro sta nel metodo che seguono.

Next.js, pubblicata su Vercel: nessun tema, nessun plugin, nessuna richiesta ad altri siti dentro la pagina. Per farla aggiornare al cliente c’è un gestore dei contenuti che si usa dalla pagina stessa (in questa anteprima non c’è: si aggiunge quando va online). Il tempo vero, adesso, sta nelle decisioni: che cosa deve sentire chi arriva, che cosa togliere, che cosa è loro e di nessun altro.

Che cosa puoi portare a Taborelli

  • La home e le quattro pagine delle divisioni rifatte così, nelle cinque lingue che hanno già.
  • Un video di venti secondi in tessitura, muto, per l’apertura: in rete ci sono video su Taborelli girati da altri (Confindustria Como, un costruttore di telai), uno loro ancora non c’è.
  • Le fiere e le collezioni di ogni stagione, da aggiornare in pochi minuti dalla pagina: la home di oggi è ferma al 2018.
  • Le parole del loro mestiere su Google, con una pagina per divisione e per lingua.
  • Le pagine per i buyer: certificati, cartelle colori, campionature su richiesta.

Se vuoi vedere come si lavora così

Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, sono alla 24ORE Business School di Milano con le agenzie, insieme a Marco Santonocito, che costruisce prodotti digitali.

Il pomeriggio per le agenzie (si apre in un’altra scheda)

Federico Vitiello